Carciofo alla Giudia

Piatto tipico di Roma e della cucina romana

Carciofo alla Giudia - piatto tipico della cucina Romana

Descrizione

Un fiore croccante dal Ghetto: carciofo intero fritto a regola d'arte. Storico e irresistibile.

Origine del piatto

Roma

Ingredienti della ricetta tradizionale

Carciofo Romanesco - Olio di Oliva - Sale Fino

Ingredienti opzionali

Pepe - Succo di Limone

Ingredienti vietati

Farina - Aglio - Aceto

L'utilizzo di questi ingredienti è considerato un errore non tollerabile da tutti gli amanti di questo piatto.

Stile alimentare / Precetti

Onnivoro|HalalKosher

Disciplinare

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Domande Frequenti

Quali sono gli ingredienti della ricetta originale?
Pochi e precisi: carciofo romanesco, olio di oliva extravergine, sale fino. Chi vuole può aggiungere un po' di pepe nero e qualche goccia di limone per evitare l'ossidazione durante la pulizia. Nient'altro. La forza del carciofo alla giudia sta proprio in questa essenzialità — niente farina, niente aglio, niente aceto.
Origine - Dove nasce il carciofo alla giudia
Nasce nel Ghetto ebraico di Roma, probabilmente tra il XVI e il XVII secolo. La cucina giudaico-romanesca ha una tradizione lunghissima di fritture in olio puro — senza strutto, per rispettare le norme kosher — e il carciofo alla giudia è forse il simbolo più noto di quella cultura gastronomica.
C'è una giornata mondiale del carciofo alla giudia
Una giornata mondiale dedicata specificamente non ci risulta. Esiste la Giornata Mondiale del Carciofo in senso generale. Diciamo che a Roma non c'è bisogno di una data sul calendario per celebrarlo.
In quale città si mangia il carciofo alla giudia migliore al mondo
Roma, senza discussione. E dentro Roma, il Ghetto. Fuori da questo perimetro — con quel carciofo, quell'olio, quelle mani — diventa un'altra cosa.
Quale vino abbinare ad uno piatto di Carciofo alla giudia
Il carciofo è notoriamente difficile da abbinare al vino perché la cinarina altera leggermente la percezione del gusto. Detto questo, dai nostri parti si va spesso su bianchi freschi e non troppo strutturati: un Frascati Superiore DOC regge bene la nota amaricante, così come un Est! Est!! Est!!! di Montefiascone. Se vuoi uscire dal Lazio, un Verdicchio dei Castelli di Jesi può funzionare per la sua sapidità. Meglio evitare rossi tannici o vini barricati.
Come si fa il carciofo alla giudia originale a casa?
Si pulisce il carciofo romanesco eliminando le foglie esterne dure e si tornisce fino a ottenere una forma quasi sferica, poi lo si batte sul tagliere per aprirlo leggermente. La cottura è in due fasi: prima si frigge a temperatura media finché il cuore è tenero, poi si alza la fiamma e si immerge di nuovo per far aprire e dorare le foglie esterne. Sale, poco pepe, e si porta in tavola.
Come si pulisce e si prepara il carciofo alla giudia prima della cottura?
Bisogna togliere le foglie esterne più dure — quelle verde scuro — fino ad arrivare alle foglie più chiare e tenere. Il gambo si sbuccia lasciandolo attaccato, perché è buono quanto il resto. Si torna il carciofo con un coltellino per dargli una forma regolare, si batte delicatamente sulla superficie di lavoro per aprire un po' le foglie, e poi si tiene in acqua acidulata, a volter con ghiaccio e con succo di limone per evitare che annerisca mentre si lavora.
A che temperatura e per quanto tempo si frigge un Carciofo alla Giudia?
La prima frittura va fatta intorno ai 150-160°C per circa 10-12 minuti, fino a quando il carciofo è cotto nel cuore. Poi si scola, si apre ancora un po' con le dita e si rituffa nell'olio ben più caldo — 180°C circa — per altri 2-3 minuti, quelli che fanno aprire le foglie e le rendono croccanti come chips. La doppia frittura è quello che distingue il carciofo alla giudia da una semplice frittura.
Qual è la differenza tra il carciofo alla giudia e il carciofo fritto normale?
La differenza è sostanziale, non solo estetica. Un carciofo fritto normale viene spesso pastellato o infarinato, tagliato a spicchi o a fettine. il carciofo alla giudia, invece, si frigge intero, senza pastella, con la doppia immersione nell'olio che crea quella caratteristica forma a fiore aperto con le foglie esterne croccanti e dorate. E qui la tecnica è tutto.
Con quale tipo di carciofo si prepara il carciofo alla giudia: va bene qualunque varietà?
No, non va bene qualunque varietà. Si usa il carciofo romanesco, detto anche mammola o cimarolo — tondo, compatto, senza spine, con un cuore tenero che regge la doppia frittura senza disfarsi. Altre varianti di carciofo, allungati, spinosi o di altre varietà danno un risultato completamente diverso. Fuori stagione o fuori dal Lazio, trovarlo fresco non è sempre semplice.
Dove mangiare il carciofo alla giudia: autentico a Roma: quartieri e ristoranti consigliati?
Il posto che ti diranno tutti è il Ghetto ebraico, in zona Portico d'Ottavia. Qui trovi trattorie storiche come Nonna Betta o Ba'Ghetto dove il carciofo alla giudia è di casa da generazioni. Anche Trastevere ha i suoi indirizzi validi, ma il cuore della tradizione resta lì, nel Ghetto, dove questa ricetta è nata.

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