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Taverna Cestia

Foodoso Score
586
L'opinione di Foodoso
Buon Locale
Segnalazioni nelle Classifiche
5 su 40

Piatti tipici che abbiamo valutato

Supplì

Foodoso Score

672

Supplì - Taverna Cestia

Prezzo

3.00

Classifica Supplì di Roma

Amatriciana

Foodoso Score

658

Amatriciana - Taverna Cestia

Prezzo

12.00

Classifica Amatriciane di Roma

Carbonara

Foodoso Score

495

Carbonara - Taverna Cestia

Prezzo

12.00

Classifica Carbonare di Roma

Locale consigliato se vuoi mangiare bene e sei nelle zone:
Rione San Saba • Municipio I di Roma
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Indirizzo
Viale della Piramide Cestia, 71, 00153 Roma
Cucina
Cucina Romana
Telefono
Il locale si trova in
Rione San Saba • Municipio I di Roma
Luoghi di interesse vicini
Piramide • Piramide - Fermata Metro B
Altre aree vicine
Testaccio • Miani • Ostiense • Municipio VIII di Roma
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Principali piatti tipici a menù

Altri piatti

Tiramisù
€ 6.00

Altri piatti

Supplì
€ 3.00

Altri piatti

Amatriciana
€ 12.00
Cacio e Pepe
€ 12.00
Carbonara
€ 12.00

Il racconto della nostra visita

Mi siedo da Taverna Cestia con quella sensazione di reverenza archeologica che solo Roma sa infliggere: la Piramide ti sovrasta, Caio Cestio ti guarda dall'aldilà, e tu ti prepari a mangiare un supplì. C'è qualcosa di commovente in questo cortocircuito temporale tra eternità e friggitoria, tra megalomane sepolcrale e dehors turistico. Il locale gioca bene questa carta, con le sue due salette che fingono d'essere taverna vera, e in fondo ci riescono.

Il carciofo alla giudia arriva ed è – come dire – un'apparizione. Grosso, croccante, dorato come dev'essere secondo i canoni tramandati dalle nonne del Ghetto: un monumento commestibile alla romanità, quello sì degno della piramide lì fuori. Poi arrivano supplì e fiore di zucca, e capisci che la frittura ha perso per strada un po' di convinzione, come un attore che conosce la parte ma la recita svogliatamente. Il riso del supplì mantiene un'ostinazione al dente che ricorda certi caratteri romani: testardo oltre il ragionevole. Ma la mozzarella fila, il ragù c'è, tutto sommato l'Italia regge.

I primi sono il punto dove la finzione si incrina. La carbonara arriva con un guanciale che somiglia più a un esperimento di ingegneria – tagliato a fiammifero, duro come un teorema – che a quella pancetta sublime che dovrebbe sciogliersi in bocca raccontandoti storie di maiali felici. La crema liquida, il pecorino timido, il pepe scomparso: è la carbonara dell'Italia che ha fretta, che non ha più tempo per i dettagli. L'amatriciana ripete l'errore, con quel pezzo di pelato intero che galleggia come un naufrago dimenticato nel sugo.

Il tiramisù, benedetto sia, salva la serata con l'eleganza di chi sa ancora fare le cose per bene: crema al momento, equilibri perfetti, niente fronzoli.

Venticinque euro in quella zona sono quasi un atto di clemenza. Il problema è che Taverna Cestia promette più di quanto mantenga, come capita spesso nell'Italia dei nomi altisonanti. Caio Cestio, dalla sua piramide, probabilmente approverebbe: anche lui aveva costruito troppo grande per quello che conteneva.

Foto del locale

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Foto dei piatti

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