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Santo PalatoRoma

Foodoso Global Score
858/1000
La nostra opinione sul locale
Il Meglio del Meglio
Citazioni nelle guide
16 su 28

Piatti tipici che abbiamo valutato

Carbonara

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Voto Piatto
816/1000

Rigatoni alla Carbonara17,00 €

Citato in10 guide su 17
Ranking Foodoso#10 su 36

vedi: Classifica Carbonare di Roma

Amatriciana

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Voto Piatto
740/1000

Spaghetti all'Amatriciana16,00 €

Citato in6 guide su 11
Ranking Foodoso#18 su 34

vedi: Classifica Amatriciane di Roma

Dove si trova il locale

Una buona scelta se ti trovi in queste zone di Roma: Municipio VII di Roma • Appio San Giovanni

Caricamento mappa...
Logo di Santo Palato
Indirizzo
Via Gallia, 28, 00183 Roma
Cucina
Cucina Romana
Telefono
06-77207354
Prenotabile online su
Sito Web
Luoghi di interesse viciniPorta Metronia - Fermata Metro C
Altre aree vicineRione MontiMunicipio I di Roma

Principali piatti tipici a menù

🍽️Primi Piatti

Rigatoni alla Carbonara€ 17.00
CarbonaraFormato pasta: Rigatoni
Spaghettoni all'Amatriciana€ 16.00
AmatricianaFormato pasta: Spaghetti

🍽️Secondi Piatti

Trippa alla romana€ 12.00

🍽️Contorni

Cicoria ripassata€ 7.00

🍽️Dolci

Tiramisù€ 10.00

Il racconto della nostra visita

Prima visita:  

Mi ero recato al Santo Palato con quella diffidenza preventiva che riservo a tutto ciò che «compare in tutte le classifiche». L'esperienza mi ha insegnato che il consenso unanime è spesso il primo sintomo della banalità, come certi romanzi che vendono milioni di copie e lasciano il vuoto cosmico che meritano. Invece no: stavolta la folla aveva ragione, segno che viviamo tempi confusi dove persino le certezze del dissenso intellettuale vacillano.

La polpetta di coda alla vaccinara con cacao è un oggetto narrativo. Tutti ne scrivono, tutti la citano, eppure funziona davvero: il cacao dialoga con la coda in un consesso improbabile che ricorda certi matrimoni riusciti contro ogni previsione. Sapori che sulla carta dovrebbero litigare e invece si parlano come vecchi amici al bar, quella confidenza che nasce dall'intelligenza più che dall'abitudine.

Perfino una bruschetta – termine che evoca distributori autostradali e aperitivi tristi – si rivela un piccolo trattato di filosofia applicata: pomodorini stufati aromatizzati, primo sale, semplicità che è l'opposto della faciloneria. È la Roma che mi piace, quella che non ha bisogno di urlare per farsi sentire.

La carbonara, mezza manica come vuole la tradizione non scritta ma ferrea, cremosa e generosa di guanciale. Anche se, confesso la mia irrisolta nevrosi da commensale, avrei gradito quel guanciale più croccante, quel contrasto sonoro che è musica per il palato. È la migliore di Roma? Domanda che appartiene al genere delle dispute teologiche, affascinanti e insolubili. L'amatriciana invece naviga in acque più tranquille, forse troppo: brava ragazza senza sussulti, onesta ma prevedibile.

Il maritozzo caldo – con quel colore grigino che tradisce un'intimità forse eccessiva col forno – ha comunque fatto la felicità coniugale al tavolo, che è già un risultato in tempi di affetti volatili.

Ventinove euro. Per una trattoria che pensa, non sono pochi ma sono giusti. Dietro ogni piatto si percepisce lo studio, quella fatica gentile di chi cerca la romanità senza scimmiottarla, senza trasformarla in folklore per turisti distratti.

Ci tornerò, naturalmente.

Foto

Foto del locale

Foto dei piatti

Foto menu

Le nostre Classifiche

I piatti di questo locale che si sono guadagnati un posto nelle classifiche di Roma