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Lo ScopettaroRoma

Foodoso Global Score
575/1000
La nostra opinione sul locale
Sufficientemente Buono
Citazioni nelle guide
4 su 33

Piatti tipici che abbiamo valutato

Amatriciana

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Voto Piatto
826/1000

Mezze maniche all'Amatriciana13,00 €

Citato in2 guide su 11
Ranking Foodoso#11 su 34

vedi: Classifica Amatriciane di Roma

Pasta alla Gricia

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Voto Piatto
730/1000

Tonnarelli alla Gricia13,00 €

Nessuna citazione nelle guide

Ranking Foodoso#9 su 13

vedi: Classifica Grice di Roma

Carbonara

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Voto Piatto
474/1000

Mezze maniche alla Carbonara13,00 €

Citato in2 guide su 17
Ranking Foodoso#36 su 36

vedi: Classifica Carbonare di Roma

Dove si trova il locale

Una buona scelta se ti trovi in queste zone di Roma: Testaccio • Municipio I di Roma

Caricamento mappa...
Logo di Lo Scopettaro
Indirizzo
Lungotevere Testaccio, 7, 00153 Roma
Cucina
Cucina Romana
Telefono
06-5757912
Fascia di Prezzo
Medio (20-40€)
Altre aree vicineTrastevereMunicipio XII di RomaPorta PorteseRione Ripa

Principali piatti tipici a menù

🍽️Pasta

Mezzi rigatoni al sugo di coda13,00 €
Rigatoni al sugo di codaFormato pasta: Rigatoni
Mezzi rigatoni all’Amatriciana13,00 €
AmatricianaFormato pasta: Mezze maniche
Mezzi rigatoni con pajata15,00 €
Rigatoni con la pajataFormato pasta: Rigatoni
Tonnarelli alla Gricua13,00 €
Pasta alla GriciaFormato pasta: Tonnarelli
Tonnarelli cacio e pepe13,00 €
Cacio e PepeFormato pasta: Tonnarelli
Mezzi rigatoni alla Carbonara13,00 €
CarbonaraFormato pasta: Mezze maniche

🍽️Secondi Piatti

Coratella di abbacchio15,00 €
Coratella
Coda alla vaccinara20,00 €
Pollo alla cacciatora con capperi e olive taggiasche15,00 €
Pollo alla romana
Polpette alla romana con pinoli e uvetta - 2pz10,00 €
Polpette al sugo

🍽️Quinto Quarto

Trippa alla romana servita con pecorino DOP15,00 €
Trippa alla romana

🍽️Contorni

Cicoria ripassata5,00 €
Carciofo alla Romana6,00 €
Puntarelle in salsa di alici8,00 €
Puntarelle alla romana

🍽️Dolci

Tiramisù con savoiardi6,00 €
Tiramisù

Il racconto della nostra visita

Prima visita:  

C'è un momento, nella vita di ogni romano d'adozione e di ogni turista colto, in cui ci si convince che la verità stia a Testaccio. Non la verità assoluta, quella è altrove e probabilmente non esiste, ma la verità romana — quella fatta di selci, di quinto quarto e di ricette che sembrano incise nella pietra come i nomi sui monumenti. Lo Scopettaro, lato Tevere, tre stanzette dentro e qualche tavolino fuori, appartiene a questa mitologia minore eppure tenace.

Ci siamo andati in quattro, prenotando con la prudenza di chi ha già imparato che Roma non aspetta nessuno, nemmeno chi viene per mangiarci. Noi fuori, "buttati lì" con quella nonchalance da trattoria che è una promessa o una minaccia, a seconda di come va la serata.

Gli antipasti hanno onorato la tradizione: trippa nel coccio buona, melanzana alla parmigiana pure, anche se dodici euro per una porzione modesta produce quella piccola smorfia involontaria che è il linguaggio universale di chi si sente leggermente raggirato pur non avendo argomenti definitivi.

Poi i primi, che sono la ragione sociale del posto. E qui bisogna essere onesti con quella crudeltà gentile che solo la cucina romana merita. La carbonara — quella per cui Lo Scopettaro figura in classifiche e conversazioni — è arrivata bocciata. Uovo frittato, pasta scipita, pecorino quasi assente. Si salvava il guanciale, semicroccante e di qualità, ma chiedere a un guanciale di reggere da solo una carbonara è come chiedere a un'ottima attrice non protagonista di salvare un film mal scritto: ci prova, non ce la fa. La gricia col tonnarello, invece, funzionava: proporzioni corrette, guanciale presente, pecorino che si faceva sentire. E l'amatriciana — pomodori pelati schiacciati, pezzettoni visibili, guanciale che teneva — era probabilmente la cosa migliore della serata.

Il problema trasversale, però, era uno solo: troppa pasta, troppo poco sugo. Lo trovavi sul fondo del piatto come una ricompensa per i pazienti, o un premio di consolazione per chi arriva in fondo.

Il tiramisù è arrivato tardi e già caldo, con le temperature di fine maggio che non perdonano ritardi. Una mattonella classica, onesta, ma servita nel momento sbagliato — destino condiviso, del resto, con molte cose buone.

Ventitré euro a testa ci starebbero, in un'altra serata, con aspettative calibrate. Il punto è che le aspettative, qui, le crei tu stesso raccontandotela. E la cucina, a volte, non legge le stesse recensioni che abbiamo letto noi.

Foto

Foto del locale

Foto dei piatti

Le nostre Classifiche

I piatti di questo locale che si sono guadagnati un posto nelle classifiche di Roma