Lo ScopettaroRoma
Piatti tipici che abbiamo valutato
Amatriciana
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Pasta alla Gricia
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Nessuna citazione nelle guide
Carbonara
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Dove si trova il locale
Una buona scelta se ti trovi in queste zone di Roma: Testaccio • Municipio I di Roma

- Indirizzo
- Lungotevere Testaccio, 7, 00153 Roma
- Cucina
- Cucina Romana
- Sito Web
- www.loscopettaroroma.com
- Telefono
- 06-5757912
- Fascia di Prezzo
- Medio (20-40€)
Principali piatti tipici a menù
🍽️Pasta
🍽️Secondi Piatti
🍽️Quinto Quarto
🍽️Contorni
🍽️Dolci
Il racconto della nostra visita
C'è un momento, nella vita di ogni romano d'adozione e di ogni turista colto, in cui ci si convince che la verità stia a Testaccio. Non la verità assoluta, quella è altrove e probabilmente non esiste, ma la verità romana — quella fatta di selci, di quinto quarto e di ricette che sembrano incise nella pietra come i nomi sui monumenti. Lo Scopettaro, lato Tevere, tre stanzette dentro e qualche tavolino fuori, appartiene a questa mitologia minore eppure tenace.
Ci siamo andati in quattro, prenotando con la prudenza di chi ha già imparato che Roma non aspetta nessuno, nemmeno chi viene per mangiarci. Noi fuori, "buttati lì" con quella nonchalance da trattoria che è una promessa o una minaccia, a seconda di come va la serata.
Gli antipasti hanno onorato la tradizione: trippa nel coccio buona, melanzana alla parmigiana pure, anche se dodici euro per una porzione modesta produce quella piccola smorfia involontaria che è il linguaggio universale di chi si sente leggermente raggirato pur non avendo argomenti definitivi.
Poi i primi, che sono la ragione sociale del posto. E qui bisogna essere onesti con quella crudeltà gentile che solo la cucina romana merita. La carbonara — quella per cui Lo Scopettaro figura in classifiche e conversazioni — è arrivata bocciata. Uovo frittato, pasta scipita, pecorino quasi assente. Si salvava il guanciale, semicroccante e di qualità, ma chiedere a un guanciale di reggere da solo una carbonara è come chiedere a un'ottima attrice non protagonista di salvare un film mal scritto: ci prova, non ce la fa. La gricia col tonnarello, invece, funzionava: proporzioni corrette, guanciale presente, pecorino che si faceva sentire. E l'amatriciana — pomodori pelati schiacciati, pezzettoni visibili, guanciale che teneva — era probabilmente la cosa migliore della serata.
Il problema trasversale, però, era uno solo: troppa pasta, troppo poco sugo. Lo trovavi sul fondo del piatto come una ricompensa per i pazienti, o un premio di consolazione per chi arriva in fondo.
Il tiramisù è arrivato tardi e già caldo, con le temperature di fine maggio che non perdonano ritardi. Una mattonella classica, onesta, ma servita nel momento sbagliato — destino condiviso, del resto, con molte cose buone.
Ventitré euro a testa ci starebbero, in un'altra serata, con aspettative calibrate. Il punto è che le aspettative, qui, le crei tu stesso raccontandotela. E la cucina, a volte, non legge le stesse recensioni che abbiamo letto noi.
Foto
Foto del locale
Foto dei piatti
Le nostre Classifiche
I piatti di questo locale che si sono guadagnati un posto nelle classifiche di Roma