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L'ArcangeloRoma

Foodoso Global Score
490/1000
La nostra opinione sul locale
Sopravvalutato
Citazioni nelle guide
14 su 40

Piatti tipici che abbiamo valutato

Amatriciana

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Voto Piatto
644/1000

Amatriciana13,00 €

Citato in3 guide su 11
Ranking Foodoso#31 su 34

vedi: Classifica Amatriciane di Roma

Carbonara

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Voto Piatto
642/1000

Carbonara15,00 €

Citato in10 guide su 17
Ranking Foodoso#29 su 36

vedi: Classifica Carbonare di Roma

Supplì

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Voto Piatto
612/1000

Supplì13,00 €

Citato in1 guida su 12
Ranking Foodoso#25 su 28

vedi: Classifica Supplì di Roma

Dove si trova il locale

Una buona scelta se ti trovi in queste zone di Roma: Municipio I di Roma • Prati

Caricamento mappa...
Logo di L'Arcangelo
Indirizzo
Via Giuseppe Gioachino Belli, 59, 00193 Roma
Cucina
Cucina Romana
Telefono
06-3210992
Fascia di Prezzo
Medio (20-40€)
Prenotabile online su
Quandoo
Luoghi di interesse viciniCastel Sant'angelo

Principali piatti tipici a menù

Altri piatti

Carbonara€ 15.00
Amatriciana€ 13.00

Altri piatti

Tiramisù€ 9.00

Altri piatti

Supplì€ 13.00

Il racconto della nostra visita

Prima visita:  

Esistono, nella topografia sentimentale della Capitale, alcuni luoghi che vivono di rendita come certi attori invecchiati male: bastano le foto in bianco e nero appese al muro a giustificare il presente. L'Arcangelo doveva essere, nelle mie aspettative coltivate per anni tra classifiche e tessere di lodi, uno di quei templi dove la carbonara assume dignità platonica, idea pura del condimento. Invece ho incontrato il fantasma di se stesso.

Il "Supplizio" – nome che si rivelerà profetico – costa tredici euro e consiste in un supplì secco mascherato dal finocchietto e una crocchetta. Trattasi di quella forma di ironia involontaria tipicamente italiana: chiamare sofisticata una porzione che farebbe arrossire un aperitivo milanese. Il fritto era onesto, certo, ma qui siamo nel territorio della psicanalisi più che della gastronomia.

Poi arrivano i primi, quelli che dovrebbero redimere tutto. E invece no. Le porzioni sembrano uscite da un racconto di Kafka: esistono, ma appena. Quattro forchettate in un piatto normale, come quegli appartamenti che nei siti immobiliari definiscono "accoglienti" quando sono piccoli. La pasta è cotta bene – questo va detto – il sugo rispetta la grammatica di base. Ma il guanciale. Signori, il guanciale: strisce lunghe come la Salaria, spesse come la diffidenza romana, praticamente crude. Non la croccantezza che è architettura, non il grasso sciolto che è filosofia. Solo bacon maltrattato, triste come un tramonto a Corviale.

Il pepe, poi, semplicemente assente. Come se qualcuno avesse letto la ricetta della carbonara ma si fosse fermato prima del finale, come quei romanzi incompiuti per morte dell'autore.

Trentatré euro a testa per questa malinconia culinaria. Alle nove e mezza il locale era mezzo vuoto, e in quella geografia dei tavoli deserti c'era tutta la verità necessaria: Roma perdona molte cose, ma non chi smette di amare quello che fa. I brownies spacciati per tenerina – nove euro – erano l'epitaffio perfetto di una serata che insegna: la reputazione è come la mozzarella del supplì, si può stirare solo fino a un certo punto.

Foto

Foto del locale

Foto dei piatti

Foto menu

Le nostre Classifiche

I piatti di questo locale che si sono guadagnati un posto nelle classifiche di Roma