La Villetta dal 1940
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Il racconto della nostra visita
Alla Villetta dal 1940, nei pressi della Piramide Cestia – che da duemila anni contempla immobile le glorie e le miserie della ristorazione romana – si pratica il rito della "cofana", quella teglia monumentale che trasforma ogni primo piatto in un'opera di gigantismo culinario. È la versione gastronomica del SUV: ingombrante, esagerato, vagamente ridicolo, eppure irresistibile per chi confonde l'abbondanza con la generosità.
Il locale trabocca di fotografie con personaggi più o meno noti, tappezzeria umana del successo televisivo, mentre i sacchetti del pane portano su di sé i segni di un riutilizzo che Greta Thunberg apprezzerebbe, ma che il cliente pagante forse meno. Le sedie, consunte come i sogni di un pensionato, raccontano di una cura dell'immagine che si ferma esattamente dove comincia lo sguardo attento.
I supplì a quattro euro – cifra che a Roma equivale quasi a lesa maestà – tradiscono la loro missione esistenziale. La panatura, spessa come la corazza di un armadillo, soffoca il riso, mentre la mozzarella, evidentemente transitata per il congelatore, nega quella filosofia del filo che dovrebbe unire bocca e cuore, memoria e presente. Si chiama supplì "al telefono" proprio per questo, ma qui il telefono sembra muto, o forse squilla a vuoto.
L'amatriciana coi pici – già l'abbinamento evoca un matrimonio combinato tra Lazio e Toscana che nessuno aveva richiesto – galleggia nell'indecisione. Il guanciale tagliato a bastoncini geometrici sembra uscito da un manuale di design industriale più che da una tradizione secolare. È cucina che strizza l'occhio allo smartphone, all'inquadratura perfetta, al like immediato. Il problema è che il like non si mangia.
La carbonara, poi, compie l'impresa di essere contemporaneamente abbondante e assente. Mezze maniche sole come orfani, con l'uovo e il pecorino volatilizzati in una dimensione parallela. Sessantatré euro in due per questa performance tra l'ipertrofico e l'inconsistente: il prezzo della scenografia quando dimentica di essere anche teatro.
Foto del locale
Foto dei piatti
Foto menu
Le nostre Classifiche
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