Vai al contenuto principale

Hostaria La CasettaRoma

Foodoso Global Score
731/1000
La nostra opinione sul locale
Ottimo Locale
Citazioni nelle guide
1 su 28

Piatti tipici che abbiamo valutato

Amatriciana

Clicca per allargare

Voto Piatto
744/1000

Amatriciana9,00 €

Nessuna citazione nelle guide

Ranking Foodoso#16 su 34

vedi: Classifica Amatriciane di Roma

Carbonara

Clicca per allargare

Voto Piatto
729/1000

Carbonara9,00 €

Citato in1 guida su 17
Ranking Foodoso#21 su 36

vedi: Classifica Carbonare di Roma

Dove si trova il locale

Una buona scelta se ti trovi in queste zone di Roma: Municipio XIV di Roma • Monte Mario

Caricamento mappa...
Logo di Hostaria La Casetta
Indirizzo
Via Trionfale, 9245, 00135 Roma
Cucina
Cucina Romana
Telefono
06-3388543
Altre aree vicineCasal del Marmo

Principali piatti tipici a menù

🍽️Pasta

Rigatoni al sugo di coda€ 12.00
Carbonara€ 9.00
Gricia€ 8.00
Pasta alla Gricia
Amatriciana€ 9.00
Cacio e Pepe€ 9.00

🍽️Quinto Quarto

Trippa alla romana€ 12.00

🍽️Secondi Piatti

Arrosticini di pecora - 10pz€ 12.00
Arrosticini di pecora
Coda alla vaccinara€ 15.00

🍽️Fritti

Fiore di zucca€ 3.00

🍽️Contorni

Carciofo alla Giudia€ 5.00

Altri piatti

Tiramisù€ 4.50

Il racconto della nostra visita

Prima visita:  

Ci sono finito dietro promessa giornalistica – RomaToday giura che qui si mangi una delle migliori carbonare della città – e subito ho pensato a Eco che diceva: "Tra il dire e il fare c'è di mezzo il tuorlo d'uovo". O qualcosa del genere.

Il guanciale, questo va detto con l'onestà intellettuale che dovrebbe caratterizzare chi scrive (ma raramente lo fa), è una piccola opera d'arte: qualità irreprensibile, cottura che sfiora la perfezione platonica. Peccato che la crema tradisca l'impresa proprio sul più bello, come quegli attori shakespeariani che dimenticano la battuta finale. Scarsa, tesa come i nervi di un precario trentenne, pericolosamente in bilico verso la frittata. Intuisco però – e forse è solo wishful thinking – che abbiano semplicemente sbagliato giornata, come capita agli scrittori con le recensioni e ai governi con le riforme.

Curioso il pepe servito a parte, quasi fosse condimento da negoziare privatamente con la propria coscienza. L'amatriciana sfoggia lo stesso guanciale benedetto e un pomodoro che fa il suo dovere civico, ma i bucatini arrivano con qualche secondo di cottura di troppo – dettaglio che a Roma equivale a citare Bertoldo davanti a Dante.

Poi però, miracolo laico: il carciofo alla giudia ti riconcilia con l'esistenza. E la ricotta col miele, freschissima, ti fa dimenticare Proust e le sue madeleine sovrastimate.

Ma ciò che davvero commuove – uso questo verbo senza vergogna – è l'atmosfera. Famiglia vera, quella che ancora esiste nonostante Bauman e la modernità liquida. Cucina sincera, gente che ci tiene in un'epoca dove tutto è format e algoritmo. Questo, più di ogni perfezione tecnica, riscatta tutto. È il ristorante come presidio di civiltà, minuscolo (quaranta coperti) avamposto di resistenza contro l'omologazione.

Ventiquattro euro, parcheggio impossibile – Calvino avrebbe scritto un racconto sul girone dantesco della sosta a Roma – e la certezza che ci tornerò per la gricia. Perché i luoghi imperfetti ma autentici meritano sempre una seconda possibilità. Come gli amori e le carbonare.

Foto

Foto del locale

Foto dei piatti

Foto menu

Le nostre Classifiche

I piatti di questo locale che si sono guadagnati un posto nelle classifiche di Roma