
Hostaria La Casetta
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Il racconto della nostra visita
Ci sono finito dietro promessa giornalistica – RomaToday giura che qui si mangi una delle migliori carbonare della città – e subito ho pensato a Eco che diceva: "Tra il dire e il fare c'è di mezzo il tuorlo d'uovo". O qualcosa del genere.
Il guanciale, questo va detto con l'onestà intellettuale che dovrebbe caratterizzare chi scrive (ma raramente lo fa), è una piccola opera d'arte: qualità irreprensibile, cottura che sfiora la perfezione platonica. Peccato che la crema tradisca l'impresa proprio sul più bello, come quegli attori shakespeariani che dimenticano la battuta finale. Scarsa, tesa come i nervi di un precario trentenne, pericolosamente in bilico verso la frittata. Intuisco però – e forse è solo wishful thinking – che abbiano semplicemente sbagliato giornata, come capita agli scrittori con le recensioni e ai governi con le riforme.
Curioso il pepe servito a parte, quasi fosse condimento da negoziare privatamente con la propria coscienza. L'amatriciana sfoggia lo stesso guanciale benedetto e un pomodoro che fa il suo dovere civico, ma i bucatini arrivano con qualche secondo di cottura di troppo – dettaglio che a Roma equivale a citare Bertoldo davanti a Dante.
Poi però, miracolo laico: il carciofo alla giudia ti riconcilia con l'esistenza. E la ricotta col miele, freschissima, ti fa dimenticare Proust e le sue madeleine sovrastimate.
Ma ciò che davvero commuove – uso questo verbo senza vergogna – è l'atmosfera. Famiglia vera, quella che ancora esiste nonostante Bauman e la modernità liquida. Cucina sincera, gente che ci tiene in un'epoca dove tutto è format e algoritmo. Questo, più di ogni perfezione tecnica, riscatta tutto. È il ristorante come presidio di civiltà, minuscolo (quaranta coperti) avamposto di resistenza contro l'omologazione.
Ventiquattro euro, parcheggio impossibile – Calvino avrebbe scritto un racconto sul girone dantesco della sosta a Roma – e la certezza che ci tornerò per la gricia. Perché i luoghi imperfetti ma autentici meritano sempre una seconda possibilità. Come gli amori e le carbonare.
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