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Antico CarboneRoma

Foodoso Global Score
747/1000
La nostra opinione sul locale
Ottimo Locale
Citazioni nelle guide
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Piatti tipici che abbiamo valutato

Carciofo alla Giudia

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Voto Piatto
828/1000

Carciofo alla giudia8,00 €

Nessuna citazione nelle guide

Ranking Foodoso#2 su 3

vedi: Classifica Carciofi alla Giudia di Roma

Amatriciana

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Voto Piatto
748/1000

Tonnarelli all'Amatriciana15,00 €

Nessuna citazione nelle guide

Ranking Foodoso#15 su 34

vedi: Classifica Amatriciane di Roma

Pasta alla Gricia

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Voto Piatto
708/1000

Tonnarelli alla Gricia15,00 €

Nessuna citazione nelle guide

Ranking Foodoso#10 su 13

vedi: Classifica Grice di Roma

Dove si trova il locale

Una buona scelta se ti trovi in queste zone di Roma: Trastevere • Municipio I di Roma

Caricamento mappa...
Logo di Antico Carbone
Indirizzo
Via della Luce, 5, 00153 Roma
Cucina
Cucina Romana
Telefono
342-8933176
Orari di Apertura
Mar-Dom 12:00-23:00
Fascia di Prezzo
Medio (20-40€)
Prenotabile online su
TheFork
Luoghi di interesse viciniIsola TiberinaGhetto - Quartiere EbraicoBocca della Verità
Altre aree vicineRione Ripa

Principali piatti tipici a menù

🍽️Pasta

Tagliatelle pecorino, guanciale e carciofi€ 16.00
Gricia con i carciofiFormato pasta: Tagliatelle
Tonnarelli alla Carbonara€ 15.00
CarbonaraFormato pasta: Tonnarelli
Tonnarelli Cacio e Pepe€ 15.00
Cacio e PepeFormato pasta: Tonnarelli
Tagliatelle con sugo di coda alla vaccinara€ 16.00
Rigatoni al sugo di codaFormato pasta: Tagliatelle
Tonnarelli alla gricia€ 15.00
Pasta alla GriciaFormato pasta: Tonnarelli
Tonnarelli all’amatriciana € 15.00
AmatricianaFormato pasta: Tonnarelli

🍽️Primi Piatti

Lasagna€ 16.00

🍽️Secondi Piatti

Saltimbocca alla romana€ 18.00
Coda alla vaccinara€ 20.00
Pollo alla romana€ 16.00

🍽️Contorni

Carciofo alla Romana€ 8.00
Cicoria in padella€ 8.00
Cicoria ripassata
Carciofo alla giudia€ 8.00

🍽️Dolci

Tiramisù homemade€ 9.00
Tiramisù
Maritozzo€ 9.00
Maritozzo con la panna

🍽️Servizio e Extra

Pane - a persona€ 2.00
Servizio - a persona€ 2.00

Il racconto della nostra visita

Prima visita:  

Trastevere ha due anime, come certi romanzi russi: una mondana e fotogenica, frequentata da turisti che scattano selfie davanti ai sanpietrini come fossero reperti archeologici da immortalare prima della scomparsa; l'altra, ancora ostinatamente romana, che resiste con la dignità silenziosa di chi sa di essere sul punto di cedere ma non lo ammette. L'Antico Carbone appartiene — per ora — alla seconda categoria, e già questo, in un sabato di febbraio, vale parte del biglietto d'ingresso.

Si entra senza prenotazione, si trova posto, il cameriere è romano e cortese. Quest'ultima congiunzione, nella Roma contemporanea, ha il sapore raro di una specie protetta.

Gli antipasti sono il momento in cui il locale dà il meglio di sé, e lo fa con una sicurezza che disarma. Il carciofo alla giudia era eseguito con quella precisione artigiana che non si improvvisa: aperto largo, foglie croccanti, nessuna sbavatura. Le puntarelle erano tra le migliori incontrate in città — il loro intingolo aveva quella sapidità giusta, quell'equilibrio che fa sì che il pane del forno Santini, già ottimo di per sé, diventi strumento di raccolta piuttosto che semplice accompagnamento. Ci siamo quasi leccati il piatto, il che è insieme un giudizio gastronomico e una confessione autobiografica.

Poi arrivano i primi, e qui la narrazione si incupisce come un secondo atto che tradisce le promesse del primo. Amatriciana e gricia vengono servite con tonnarello fatto a mano — scelta discutibile, perché la pasta fresca non tiene il dente con la stessa fermezza di quella secca, e finisce per coprire il condimento invece di esaltarlo. Il guanciale, tagliato a fiammiferi e tendente al lessato, mancava di quella croccantezza che è l'anima del piatto, la sua ragione d'essere. La gricia risultava sciapa. L'amatriciana si salvava nel sugo — pepe ben bilanciato, davvero — ma il contesto la penalizzava.

I dolci li abbiamo lasciati perdere: nove euro per tiramisù o maritozzo ci sono sembrati eccessivi, anche considerando che Roma non è Ginevra. Il limoncello finale, offerto dalla casa ma allungato, era un gesto gentile che merita comunque riconoscimento.

Rimane però il conto: coperto, pane, acqua sommate arrivano a undici euro e mezzo a testa pagati prima ancora di aver mangiato nulla. Una tassa sull'esistenza che, in un locale da trentadue euro a persona, comincia a farsi sentire.

Ci si torna? Per le puntarelle, senza esitazione. Per il resto, con la consapevolezza di chi sa già dove guardare — e dove no.

Foto

Foto del locale

Foto dei piatti

Foto menu

Le nostre Classifiche

I piatti di questo locale che si sono guadagnati un posto nelle classifiche di Roma