Pasticceria Walter Musco
Piatti tipici che abbiamo valutato
Il racconto della nostra visita
C'è un momento, nella vita di ogni romano che si rispetti, in cui si trova costretto a verificare una classifica. Non per spirito scientifico — siamo romani, non svizzeri — ma per quella miscela tipicamente laziale di scetticismo e speranza che ci portiamo dietro come un cappotto troppo pesante. Il maritozzo di Walter Musco gira sulle classifiche dei migliori di Roma, e così, in un 4 marzo qualunque, siamo andati a rendere omaggio o a smontare il mito. Come sempre accade con i miti, la verità si è collocata nel mezzo, in quello spazio grigio e interessante dove vivono le cose vere.
Il locale fa la sua figura — estetica curata, presentazione elegante, tutto studiato con quella cura visiva che ormai è diventata prerequisito obbligatorio nell'era in cui ogni brioche viene fotografata prima di essere mangiata. Non è un difetto, sia chiaro. È semmai il segno dei tempi: prima si mangia con gli occhi, poi con la bocca, poi si posta.
Il pain au chocolat, però, mi ha ricordato quei film stranieri doppiati male: la sostanza c'è, ma qualcosa si perde nella traduzione. Era buono, onestamente buono, ma mancava della croccantezza che dovrebbe essere l'alfabeto base di quella preparazione, il burro era assente come un personaggio secondario tagliato in fase di montaggio, e il cioccolato all'interno aveva la consistenza di una crema omogenea dove invece ci si aspettano le due stecche classiche, con la loro piccola selvatichezza. Un saccottino al cioccolato ben riuscito, dunque. Il nome è un'aspirazione.
Il maritozzo, invece — e qui arriviamo al cuore della questione — è piccolo. Più piccolo di quanto il prezzo lasci presagire, più piccolo dell'iconografia collettiva. Ma la panna è gonfia, fresca, generosa fino quasi all'eccesso di dolcezza, e l'impasto ha quella morbidezza aerea che distingue il maritozzo autentico dalla sua controfigura industriale. È buono davvero. Migliore di Roma? No, il trono è ancora conteso, e Roma ha la bella abitudine di non incoronare nessuno definitivamente.
Siamo usciti in due con sedici euro e cinquanta, cifra che in questa città ormai non compra nemmeno la malinconia. Ci tornerei, sì — ma solo per il maritozzo. Che è già, dopotutto, una ragione sufficiente.
Foto del locale
Foto dei piatti
Foto menu
Le nostre Classifiche
Questo ristorante compare nelle seguenti classifiche

















