Pasticceria GruèRoma
Piatti tipici che abbiamo valutato
Maritozzo con la panna
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Dove si trova il locale
Una buona scelta se ti trovi in queste zone di Roma: Municipio II di Roma • Unknown
- Indirizzo
- Viale Regina Margherita, 95, 00198 Roma
- Cucina
- Pasticceria italiana (Pasticceria)
- Sito Web
- www.gruepasticceria.it
- Telefono
- 06-8412220
Il racconto della nostra visita
Viale Regina Margherita, domenica mattina. C'è qualcosa di inevitabilmente romano nel fare la fila davanti a una pasticceria con l'aria di chi ha cose importanti da fare, quando in realtà l'unica cosa importante è il maritozzo. Siamo arrivati da Gruè con quella particolare combinazione di speranza e diffidenza che l'italiano adulto porta con sé davanti a qualunque cosa gli venga presentata come "la migliore di Roma" — categoria inflazionata quanto i BTP negli anni Ottanta, e altrettanto rischiosa.
Il locale è indiscutibilmente bello. Un piccolo dehors che invita alla sosta, dentro una vetrina che è quasi un manifesto programmatico: sfogliati, croissant salati, pain au chocolat, dolci di ogni natura disposti con quella cura estetica che a Roma è ancora una notizia. Si guarda e viene voglia di tutto, il che è già un merito non banale in un'epoca in cui l'abbondanza ha reso indifferenti.
Il maritozzo, ragione prima e ultima della nostra presenza, costa quattro euro e arriva in dimensioni che definirei dignitosamente contenute. Già qui l'alta aspettativa si siede e ordina un caffè, in attesa di capire. Ma poi succede la panna. Ed è una panna seria, morbida, leggera, con una dolcezza misurata al millimetro — il tipo di panna che ti ricorda perché certe cose semplici richiedono in realtà un talento oscuro per esistere davvero. L'impasto regge: compatto, morbido, onesto. È un buon maritozzo. Il migliore di Roma? Probabilmente no. Tra i migliori? Con qualche riserva, sì.
Il pain au chocolat aveva un cioccolato convincente e un burro presente, ma la superficie opaca tradiva un'anima più da forno di quartiere che da pasticceria con pretese. Dettaglio, direte. Ma in certi contesti il dettaglio è esattamente dove si gioca la partita.
Il profiterole — tre bignè sovrapposti con crema gelata e cioccolato — era esteticamente gradevole e gustativamente onesto. Sei euro, però, sono sei euro. A sei euro si dovrebbe ricordare qualcosa, l'indomani mattina. Questo, no.
In due abbiamo speso ventidue euro. Undici a testa: una cifra che a Milano sarebbe considerata quasi frugale, e che a Roma suona ancora come una dichiarazione d'intenti. Il conto regge se si ordina il maritozzo; traballa leggermente sul profiterole. Ma quella panna — ecco, quella panna giustifica il pellegrinaggio domenicale. Il resto è Roma, con tutti i suoi quasi.
Foto
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