Pasticceria Bar Romoli
Piatti tipici che abbiamo valutato
Il racconto della nostra visita
C'è un momento, la domenica mattina a Roma, in cui la città decide improvvisamente di essere se stessa. Non la Roma dei turisti con la mappa sul telefono, non quella dei politici con le auto blu, ma la Roma delle persone che escono in ciabatte a prendere il caffè e tornano con la pasta in mano, e in quel gesto c'è tutta una civiltà.
Bar Pasticceria Romoli è esattamente quel posto. Niente tavolini dentro, sei o sette fuori sul marciapiede, stretti come parenti alle nozze. Chi siete in tanti si arrangi: l'accoglienza è quella del posto che non ha bisogno di convincerti, perché la fila al bancone — doppia, una per il caffè e una per le paste, con il rumore dei piattini in lavastoviglie come colonna sonora di fondo — dice già tutto quello che c'è da sapere.
Il maritozzo. Potrei fermarmi qui. Impasto compatto ma morbido, cottura precisa, panna che non ha quell'ambizione dolciastra che rovina tanti suoi colleghi romani. È tra i migliori della città, questo si può dire con la serenità di chi non deve dimostrare niente. Se sia *il* migliore richiederebbe un'indagine sistematica che nessuno ha il coraggio né il fegato di condurre fino in fondo. Diciamo che è lì in alto, in quella zona d'aria rarefatta dove le cose buone si riconoscono senza bisogno di graduatorie.
Ma la vera sorpresa — e le sorprese domenicali sono le più preziose — si chiama Gabriella. Una danese, disponibile con cannella o con cioccolato. L'abbiamo presa appena sfornata, e la differenza tra un dolce caldo e uno tiepido è la stessa che passa tra una conversazione vera e una cortesia. Friabile, con la crema e le gocce di cioccolato che si sciolgono insieme in una specie di accordo pacifico: golosa senza chiedere scusa per esserlo.
Poi c'è il capitolo salato, che merita una nota a margine quasi commossa. Vengo dal Nord, dove la colazione salata esiste eccome, e a Roma prima delle dieci trovarne una decente è impresa da lasciare ai più ostinati. Qui invece: pizzette, tramezzini, rotoli. La pizzetta era buona. In certi contesti, non è poco. È quasi un atto di generosità civile.
Il conto finale: nove euro in due. Nove euro totali. C'è qualcosa di vagamente commovente, nel 2024, in un numero così onesto.
Ci si torna, certo. Ma di domenica bisogna armarsi di pazienza al bancone. Alcune code vale la pena farle.
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