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Da Cesare al CasalettoRoma

Foodoso Global Score
934/1000
La nostra opinione sul locale
Il Meglio del Meglio
Citazioni nelle guide
13 su 36

Piatti tipici che abbiamo valutato

Amatriciana

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Voto Piatto
912/1000

Bucatini all'Amatriciana12,00 €

Citato in5 guide su 11
Ranking Foodoso#3 su 34

vedi: Classifica Amatriciane di Roma

Cacio e Pepe

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Voto Piatto
862/1000

Tonnarelli cacio e pepe13,00 €

Citato in8 guide su 13
Ranking Foodoso#4 su 9

vedi: Classifica Cacio e Pepe di Roma

Supplì

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Voto Piatto
836/1000

Supplì3,00 €

Nessuna citazione nelle guide

Ranking Foodoso#12 su 28

vedi: Classifica Supplì di Roma

Dove si trova il locale

Una buona scelta se ti trovi in queste zone di Roma: Municipio XII di Roma • Colli Portuensi

Caricamento mappa...
Logo di Da Cesare al Casaletto
Indirizzo
Via del Casaletto, 45, 00151 Roma
Cucina
Cucina Romana
Telefono
06-536015
Fascia di Prezzo
Medio (20-40€)
Altre aree vicineMonteverde NuovoBravetta

Principali piatti tipici a menù

🍽️Primi Piatti

Rigatoni al sugo della coda alla vaccinara€ 12.00
Rigatoni al sugo di codaFormato pasta: Rigatoni
Tonnarelli Cacio e Pepe€ 13.00
Cacio e PepeFormato pasta: Tonnarelli
Tonnarelli alla Gricia€ 13.00
Pasta alla GriciaFormato pasta: Tonnarelli
Bucatini alla Matriciana€ 12.00
AmatricianaFormato pasta: Bucatini
Rigatoni alla Carbonara€ 12.00
CarbonaraFormato pasta: Rigatoni

🍽️Secondi Piatti

Abbacchio alla Scottadito€ 17.00
Coda alla vaccinara€ 14.00
Trippa alla romana€ 14.00

🍽️Fritti

Supplì€ 3.00
Fiore di zucca€ 3.00
Filetto di Baccala€ 4.00
Baccala fritto

🍽️Contorni

Cicoria ripassata€ 6.00

🍽️Pizze

Pizza Margherita€ 8.00

🍽️Dolci

Crema catalana€ 6.00
Tiramisù€ 6.00

Il racconto della nostra visita

Prima visita:  

Sono tornato da Cesare al Casaletto con quella sensazione di pellegrinaggio laico che si prova quando un posto diventa leggenda metropolitana prima ancora di averlo conosciuto. Il parcheggio, va detto, è un'impresa degna di Cristoforo Colombo, e l'ingresso direttamente sulla strada ti ricorda che Roma non è Parigi, qui l'urbanistica è sempre stata una faccenda tra Dio e gli uomini, con Dio spesso distratto.

Le aspettative, quando vengono alimentate da "mezzo mondo", sono come i suoceri: difficili da accontentare. Eppure. I fiori di zucca fritti possedevano quella qualità quasi giapponese della frittura perfetta: croccante, asciutta, priva di quella untuosità che è il peccato mortale delle cucine frettolose. Il supplì – oggetto identitario della romanità più autentica – mostrava quel filone di mozzarella che dovrebbe essere patrimonio UNESCO: quando si allunga tra il morso e il piatto, ricorda la pazienza necessaria a tenere insieme qualsiasi relazione umana.

L'amatriciana – su cui a Roma non si scherza, pena la dannazione eterna o peggio – apparteneva a quella categoria di piatti che fanno tacere anche i polemici di professione. La cacio e pepe della signora mia moglie, mantecata con la sapienza di chi conosce la differenza tra amalgamare e annegare, confermava l'impressione: qui la romanità culinaria non è folklore per turisti, ma grammatica quotidiana.

Il tiramisù, unica nota stonata in una sinfonia altrimenti perfetta, era semplicemente "buono". Il che, dopo quanto preceduto, suonava come un tradimento sentimentale minore: ti aspetti la dichiarazione d'amore e ricevi un affettuoso "ci vediamo".

Ma è il menu la vera rivelazione sociologica: dieci piatti che urlano "ordinami" creano quella sindrome dell'abbondanza che è metafora dell'Italia stessa, paese dove scegliere è sempre rinunciare a qualcos'altro di magnifico. Venticinque euro a testa, a Roma, per questa qualità, sono quasi un atto di resistenza politica contro i tempi che corrono.

Ci tornerò. Non è una promessa, è una necessità esistenziale.

Foto

Foto del locale

Foto dei piatti

Foto menu

Le nostre Classifiche

I piatti di questo locale che si sono guadagnati un posto nelle classifiche di Roma