Casa Manfredi
Piatti tipici che abbiamo valutato
Il racconto della nostra visita
C'è un momento, nella vita di ogni romano che si rispetti, in cui si trova a inseguire una leggenda. Il maritozzo perfetto. Oggetto di culto, simbolo di resistenza identitaria in un'epoca in cui la colazione italiana è assediata da brioche francesi e smoothie bowl nordici. E così, spinto da quelle liste dei migliori di Roma che circolano sul web con l'autorevolezza dei vangeli apocrifi, mi sono ritrovato sull'Aventino, a Casa Manfredi, in quella zona di Roma dove già il selciato sembra dirti sottovoce: *preparati*.
Il maritozzo, dicevo. Oggetto filosofico prima che gastronomico. La sua essenza — e qui non si tratta di purismo nostalgico ma di onestà concettuale — è la panna. Panna e basta. Un'abbondanza generosa, quasi commovente nella sua semplicità. Quello che ho trovato dentro, invece, era crema alla vaniglia. Sul menu era scritto, è vero, insieme all'uvetta, che però è rimasta lettera morta, evaporata chissà dove tra le pieghe dell'impasto. La panna c'era, molta, ma densa come un malinteso, quasi pesante. E il maritozzo stesso troppo aerato, troppo lievitato, come se aspirasse a essere qualcosa d'altro — un brioche parigino, forse, o almeno un croissant di quartiere benestante.
Il pain au chocolat era buono. Normale. Il tipo di cosa che mangi e dimentichi prima di aver finito il caffè.
Poi viene il momento del conto, che è il vero colpo di scena. Quattro euro a banco, cinque al tavolo — per il maritozzo, s'intende — servito su un vassoietto di plastica che rappresenta, nella sua umile materialità, una sorta di contraddizione in termini rispetto al contesto. I tavolini esterni sono logori e malmessi, il personale veste con la disinvoltura del bar di quartiere, il che in sé non sarebbe un crimine, ma stona con la pretesa del luogo. E poi ci hanno interrotto più volte, mentre parlavamo, solo per sparecchiare — quel genere di servizio ansioso che confonde l'efficienza con la fretta.
Sette euro a testa per colazione sull'Aventino. Potrebbero starci, in un mondo in cui ogni elemento tiene la sua parte. Ma quando il prodotto principale delude e il contorno arranca, quella cifra diventa una domanda senza risposta soddisfacente.
Casa Manfredi, forse, ha altri meriti: la pasticceria, si dice, è un'altra storia. Ma per il maritozzo, quella cosa semplice e ancestrale che dovrebbe essere impossibile sbagliare, mi sa che la leggenda regge meglio sui social che sul vassoietto di plastica.
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Foto dei piatti
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