Vai al contenuto principale

Trattoria Enza FamigliaParigi

Foodoso Global Score
323/1000
La nostra opinione sul locale
Deludente
Citazioni nelle guide
Nessuna citazione nelle guide

Piatti tipici che abbiamo valutato

Cacio e Pepe

Clicca per allargare

Voto Piatto
504/1000

Cacio e Pepe18,50 €

Nessuna citazione nelle guide

Ranking Foodoso#1 su 1

vedi: Classifica Cacio e Pepe di Parigi

Carbonara

Clicca per allargare

Voto Piatto
405/1000

Carbonara19,50 €

Nessuna citazione nelle guide

Ranking Foodoso#2 su 2

vedi: Classifica Carbonare di Parigi

Dove si trova il locale

Caricamento mappa...
Logo di Trattoria Enza Famiglia
Indirizzo
89 Rue Saint-Honoré, 75001 Parigi
Cucina
Cucina Romana
Il locale si trova inParigi

Principali piatti tipici a menù

🍽️Primi Piatti

Cacio e Pepe€ 18.50
Carbonara€ 19.50

🍽️Pizze

Pizza Margherita€ 16.00

🍽️Dolci

Tiramisù€ 12.00

Il racconto della nostra visita

Prima visita:  

Nella corte dei miracoli gastronomici che circonda Les Halles, dove il turista affamato post-Louvre è preda naturale di qualsiasi insegna che prometta salvezza mediterranea, la Trattoria Enza Famiglia si erge come ennesima dimostrazione di un paradosso che Leopardi non aveva previsto: l'infinito della nostalgia italiana si scontra con il nulla della sua realizzazione.

Osservo la clientela divisa in due categorie aristoteliche: chi mangia dentro e chi fugge con il cartone dell'asporto. Una sociologia da fast food travestita da trattoria, dove l'unica cosa familiare è forse lo sconforto che ti assale leggendo la lavagna. "Carbonara senza panna", promette. Come scrivere "Democrazia senza dittatura": il minimo sindacale spacciato per vanto.

E infatti, appena arrivata, la carbonara rivela il suo segreto inconfessabile: quella velatura lattiginosa che tradisce la presenza di *qualcosa*, non panna forse, ma suo cugino di secondo grado. Errore veniale, rispetto al peccato mortale: aglio. E porro. O erba cipollina. Un tridente aromatico che trasforma Gricia in un pastiche d'Oltralpe, come se Baudelaire avesse riscritto Belli in alexandrins. Il guanciale, almeno, era autentico – piccola vittoria che sa di Waterloo al contrario.

La cacio e pepe poi: definirla tale è come chiamare Senna il rigagnolo che scorre dopo il temporale. Scaglie di formaggio giovane sparse come pensieri sparsi, e del pepe nemmeno l'ombra. Un ossimoro culinario, un haiku incompiuto, una promessa tradita in forma di pasta.

Si salvava la norma, benino. Mancava la ricotta salata – ma ormai, a quel punto, cosa pretendere? L'integrità filologica da chi ha già smarrito la bussola?

Trenta euro per questa deriva identitaria. Il conto, come sempre, è l'unica cosa italiana che funziona perfettamente: salato al punto giusto.

Non ci torneremo. E questa, in fondo, è l'unica certezza che Parigi, città dell'incertezza, sa ancora regalare.

Foto

Foto del locale

Foto dei piatti

Foto menu

Le nostre Classifiche

I piatti di questo locale che si sono guadagnati un posto nelle classifiche di Parigi