
Ci Tua Osteria Romana
Piatti tipici che abbiamo valutato
Principali piatti tipici a menù
🍽️Antipasti
🍽️Primi Piatti
🍽️Secondi Piatti
🍽️Contorni
🍽️Fritti
🍽️Dolci
Il racconto della nostra visita
Novembre a Portobello. C'è qualcosa di profondamente commovente nell'idea stessa di un'osteria romana che resiste nella Londra post-Brexit, come un avamposto di civiltà in terra straniera. Ci Tua promette romanità, e già questo è un atto di fede – o di incoscienza.
La serata scorre gradevole, tra chiacchiere infinite con i ragazzi del locale: musica, differenze Italia-UK, quel tipo di conversazione che ti fa sentire meno diaspora e più comunità. Quaranta sterline sembrano ragionevoli per questo conforto antropologico, questa illusione di appartenenza. Poi arriva il cibo, e con esso la verità.
Il supplì – oggetto totemico della romanità – si presenta in coppia, generoso nelle dimensioni, avaro nella sostanza. Manca quella crosticina che è il punto d'onore del fritto, la promessa croccante che precede la morbidezza interna. La mozzarella fila, certo, ma è come un attore che recita bene una sola battuta in uno spettacolo mediocre. Il sapore resta indefinito, sospeso in un limbo gastronomico che non è né qui né là.
La carbonara – scelta con spaghetti di Gragnano, dettaglio non trascurabile – tradisce un'ambizione sincera. La pasta è al dente, la crema setosa come dev'essere. Ma poi arriva lui, il guanciale, e la tragedia si compie. Tagliato troppo sottile, quasi pancetta d'incubo, e bruciaticcio. Bruciaticcio! È come sbagliare l'accordo finale di una sinfonia altrimenti ineccepibile. E il pepe, fantasma di se stesso, scomparso come i valori di una volta.
In Italia sarebbe un sei stiracchiato. A Londra diventa un sette per quella forma di clemenza geografica che applichiamo agli esuli. Ma l'errore sul guanciale resta imperdonabile per chi si fregia dell'aggettivo "romana".
Eppure, andarsene con l'amaro in bocca sarebbe ingeneroso. Ci Tua offre quello che forse cerca davvero l'italiano all'estero: non la perfezione tecnica, ma il calore umano, la lingua materna, l'illusione della piazza. Il cibo è pretesto, la nostalgia è portata principale.
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