
L'Arcangelo
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Dovevo andare da L'Arcangelo da anni. Tutte ste classifiche che lo mettono tra i top per i primi romani, recensioni entusiaste ovunque. Vabbè, ci siamo finalmente andati.
Partiamo male subito. Ordinano il "Supplizio": un supplì e una crocchetta. 13 euro. Tredici. Per un supplì (secco, con sto finocchietto che copriva tutto) e una crocchetta di patate con la scamorza affumicata. Fritti bene, per carità, ma dai. È proprio una presa in giro, ti fa capire che aria tira.
Però ok, siamo qui per i primi. Carbonara e amatriciana, quelle che "sono tra le migliori di Roma". Arrivano i piatti e penso sia uno scherzo. Piatti normali, tipo quelli che hai a casa, con dentro tipo quattro forchettate di pasta. Sembrava l'assaggio prima del piatto vero.
Pasta cotta bene, questo sì. Sughi fatti come si deve, anche se un po' pochi. Solo che il pepe mancava proprio. Non poco, proprio assente. E poi il guanciale. Madonna. Strisce lunghe e spesse, praticamente crude. Non croccanti, non sciolte nel sugo. Scottate appena. Roba che al kebabbaro sotto casa la fanno meglio nell'ora di punta.
15 euro la carbonara, 13 l'amatriciana. Per quelle quantità e quella qualità è proprio fuori dal mondo.
Ah, i dolci. Tiramisù normale, niente di che. La tenerina al cioccolato erano tre brownies (buoni eh) con tre gocce di confettura. 9 euro. Tre euro a brownie.
Alle 21:30 il locale era mezzo vuoto. Secondo me si stanno mangiando la reputazione del passato e la gente se n'è accorta. Peccato davvero, ma così non ci siamo proprio.























